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martedì 3 novembre 2015

Stato dell'arte del nostro gruppo, per riprendere un discorso.....

Questo blog è nato qualche anno fa per tenere memoria dei nostri incontri e aggiungere link, foto, video. 

Sono belli i nostri incontri, qualsiasi sia l'autore, ognuna* porta argomenti e materiali che sembrano fatti apposta per rimbalzare attorno alla tavola. Sì perché naturalmente si tratta di un simposio, di un convivio, nella migliore tradizione umanistico/mediterranea. A volte è capitato persino di farle a tema le cene. Memorabile quella cinese, dopo la lettura di Mo Yan e memorabile pure lo sformato a forma (scusate il bisticcio) di isola di Shikoku, dopo la lettura di Kenzaburo Oe.

Il blog è stato per un po' silente.... Tutte molto multitasking per necessità o per vocazione (o per tutte e due le cose), l'abbiamo perso per strada, succede. Ma da qualche tempo ci dicevamo che era il caso di riattivarlo perché a causa del vino conviviale molto spesso la lucidità si offusca e così la capacità mnemonica, ed è un male perché la letteratura e gli scambi letterari aggiungono sale alla vita.






Eccoci dunque qui a fare il punto. 

Nel primo anno di attività avevamo scelto il generico tema "adolescenza" ma presto ci era venuto a noia (siamo tutte, chi più chi meno, stufarelle) e così ci siamo orientate verso una categoria "alta", i Nobel. Facendo delle deviazioni dovute a volte a come ci girava, ma spesso sull'onda di una suggestione dalle letture fatte.

Anzitutto ecco cosa abbiamo letto nei due anni precedenti. Ma niente paura! Sono solo solo elenchi di libri letti (nell'ordine in cui ci sono piaciuti) poi seguirà un post con un riassunto di quello che ci siamo dette durante l'ultimo incontro, su Joseph Conrad. 

Durante l'estate del 2015 abbiamo letto un libro di Anna Bikont, Joanna Szczęsna, Cianfrusaglie del passato. La vita di Wisława Szymborska.

*fino al 2014 siamo state solo donne, dal 2015 s'è aggiunto un amico di una di noi.




I ciclo 

Virginia Woolf - La signora Dalloway

Natalia Ginzburg - Le piccole virtù

Murakami Haruki - After Dark

Doris Lessing - Il sogno più dolce

Maria Pia Veladiano - La vita accanto

Elena Ferrante - L'amica geniale

Michela Murgia - Accabadora

Silvia Avallone - Acciaio

Massimo Ammanniti - Crescere con i figli





II ciclo

Alice Munro - In fuga

Carson McCullers - Riflessi in un occhio d'oro

Mo Yan - Sorgo rosso

J.M. Coetzee - Aspettando i barbari

J.M.G. Le Clézio - Il continente invisibile

Herta Müller - Cristina e il suo doppio

Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso

Mario Vargas Llosa - Diario di una ragazza cattiva





III ciclo

Mary McCarthy - Il gruppo

Toni Morrison - Amatissima

Alice Walker - Il colore viola

José Saramago - Il memoriale del convento

Nadine Gordimer - Nessuno al mio fianco

Kenzaburo Oe - La vergine eterna

Vladimir Nabokov - Lolita

Nagib Mahfuz - Notti delle mille e una notte

lunedì 18 marzo 2013

MIchela Murgia, la Sardegna e l'Accabadora


"Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C'è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto piú parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi.”



Questa è la terra di Michela Murgia, descritta nel suo Viaggio in Sardegna (Einaudi, 2008), quella che lei definisce” il suo baricentro, il punto di vista da cui ha sempre guardato il mondo. Una terra che non ha mai lasciato e che descrive con tanta profondità e poesia da farne innamorare chiunque.
Michela Murgia, classe 1972, ha vinto il premio Campiello nel 2010 con il libro Accabadora, oggetto della nostra prossima discussione (martedì 9 aprile).
Il premio è arrivato, si dice, a sorpresa (ma non troppo): con 119 voti su 300  ha battuto gli altri finalisti (Gad Lerner, Antonio Pennacchi, Gianrico Carofiglio, Laura Pariani, Silvia Avallone). Ricevendo il premio alla Fenice di Venezia, il suo pensiero non è stato, come ci si poteva aspettare, per sua madre, o per le sue due madri, ma a un'altra madre che in quel momento rappresentava tutte le madri del mondo schiacciate dalla violenza di una legge assurda: "Dedico il premio non alla Sardegna che ora non ne ha bisogno, ma a Sakineh, la giovane donna iraniana" condannata alla lapidazione.
Quando parla Michela Murgia ha la lucidità e la capacità di analisi di una combattente, una forza insolita che esercita una attrazione quasi magnetica. Del resto è proprio per combattere, "per necessità", che ha iniziato a scrivere, perché, come ha dichiarato in un'intervista “quando niente di quello che puoi fare farà la differenza, forse la differenza la devi fare con quello che puoi dire”. Così ha aperto un blog in cui raccontava la sua esperienza di lavoro,  denunciando sfruttamento e sopraffazioni.  Dopo solo un mese e mezzo un editore ha letto i suoi post e le ha proposto la pubblicazione di un libro. 
Ha esordito nel 2006, senza aver mai scritto nulla prima di allora, con un libro sulla condizione dei precariato italiano, Il mondo deve sapere, un diario tragi-comico ambientato nel mondo dei call-center. Il libro ispirerà poi il bellissimo film di Virzì Tutta la vita davanti.
Prima di raggiungere il successo, Michela Murgia ha svolto diversi lavori che ha definito “tutti interessanti”. Uno di questi è stato il portiere di notte in un albergo del suo paese. Chi l'assunse cercava in realtà un uomo, ma lei seppe persuaderlo che all'occorrenza sapeva essere un uomo convincente. Non abbiamo dubbi.